Il Bed and Breakfastl'Angolo dell'Angelo e l'AgriturismoChia' Roma' offrono
il servizio di visite guidate di Pietrelcina. Partendo
dal bed and breakfast, in auto [per chi ha problemi di
deambulazione], è possibile raggiungere il sentiero del
Rosario, sino al ponticello.
Il pellegrinaggio a Pietrelcina, inoltre, può essere occasione
per visitare le bellezze naturalistiche del territorio del Fortore,
con cui confina Pietrelcina, nell'alto Sannio beneventano. Un
territorio collinare con folta vegetazione,
aria salubre, incontaminato... questi i tratti
caratteristici che lo contraddistinguono.
Più che un itinerario, suggeriamo un "viaggio"
ideale tra cultura e tradizioni locali, con radici
antichissime - qui, in vici sparsi,
furono presenti i sanniti, poi i romani conquistatori
vi deportarono i ligures baebiani. La dominazione
longobarda è testimoniata dalla presenza dei centri
fortificati.
Vi invitiamo ad un soggiorno tranquillo, immersi nella vita di
questi piccoli centri, lontani dalle masse, dalla frenesia e
dal caos delle grandi città. Scoprirete una dimensione nuova,
una vita a misura d'uomo, ideale per rilassarsi prima di
rituffarsi nel tran tran quotidiano della propria metropoli.
ITINERARIO
ENOGASTRONOMICO
Nei ristoranti e agriturismi del Sannio si possono gustare piatti dal sapore antico, che affondano le radici nella cultura contadina. Piatti anche semplici, ma dal gusto unico, di cui si può godere quasi esclusivamente in loco. È d'obbligo, quindi, una visita
a questi luoghi, partendo da Pietrelcina, dove la gastronomia è fatta di piatti preparati ancora, sapientemente, con i prodotti genuini della terra o da carni provenienti dagli allevamenti locali.
I menù caratteristici comprendono molteplici tipi di salumi aromatizzati con peperoncino e finocchietto di montagna,
latticini e formaggi tipici come il pecorino, il caciocavallo e la caciotta, forniti dalle aziende agricole - che foraggiano ancora ovini e bovini - e dai caseifici presenti in zona.
Altra specialità è la pasta fresca, in particolare i
cicatelli (cavateli!), che ricordano la tradizione delle vecchie massaie, conditi con sughi cucinati utilizzando le conserve prodotte con metodi rigorosamente artigianali.
II sapore dei cibi è poi esaltato dal gusto e dal profumo dell'olio extra vergine d'oliva, frutto degli oliveti della zona coltivati con procedimenti biologici, e ottenuto con spremitura a freddo. E sempre a coltivazione biologica sono i vigneti, dalle cui uve si ricava un vino rosso corposo e fruttato, il cui sapore si sposa perfettamente agli arrosti d'agnello, alle tenere bistecche di vitello od alle saporite e profumate salsicce cucinate alla brace.
Per godere di questi sapori, si consiglia un itinerario che comprende
i comuni di Pietrelcina, San Giorgio La
Molara, Molinara e Baselice.
ITINERARIO NATURALISTICO
C'è un elemento che caratterizza paesaggisticamente il territorio
del Fortore, nell'alto Sannio Beneventano: il Tratturo, l'antica via della transumanza. La transumanza consisteva nello spostamento periodico delle greggi dalle pianure alle montagne, in estate, ed in senso inverso in autunno. Una pratica, questa, che affonda le sue origini nella preistoria, attuata nell'epoca dei sanniti, poi ancora nel periodo romano, sino al medioevo. È stata anche oggetto, in tutti questi secoli, di varie normazioni per regolarne i percorsi e dirimere le possibili liti tra pastori e contadini delle zone di transito ed ha avuto una notevole rilevanza economica sino al 1865, quando una legge stabilì i criteri per l'alienazione dei tratturi ai contadini che vi confinavano, portando quindi con il loro declino, al regresso della transumanza.
I tratturi sono tracciati di terra battuta la cui larghezza varia da qualche decina di metri sino ad un centinaio, lungo un percorso tortuoso che segue le vie naturali, fatte di piani - lungo le coste dei fiumi - e di altipiani.
II Tratturo Regio, che va da Pescasseroli (Abruzzo) a
Candela (Puglia), attraversa questo territorio passando a nord di Buonalbergo e, seguendo il letto del fiume Tammaro, a sud di
San Giorgio la Molara e San Marco dei Cavoti, attraversa poi il centro abitato di
Reino, prosegue per Colle Sannita, Circello e Santa Croce del
Sannio.
Questa antica via, ha visto il passaggio non solo di greggi ed armenti, ma anche di eserciti. I Sanniti prima, le Legioni romane poi, ed anche Annibale hanno attraversato questo tracciato - in parte coincidente con l'antica Via
Minucia. Il percorrerlo significa andare alla scoperta, non solo di un
rilevante elemento paesaggistico, quanto di una dimensione umana ed ambientale che i pastori hanno lasciato lungo questa
"ampia via d'erbe e di pietra, deserta, ineguale, tacita, come stampata d'orma
gigantesca" [D'Annunzio].